Scuola di tecnica del Canto lirico

title

Click to add text, images, and other content

Arturo Melocchi (Si diffidano i visitatori dall’uso dei materiali, foto, audio, video e scritti contenuti nel sito senza previa richiesta d’autorizzazione!)

  • Questa pagina sarà arricchita a breve e saranno pubblicate nuove notizie e foto di documenti riguardanti ArturoMelocchi 
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  • ARTURO MELOCCHI : GIUDIZI E PREGIUDIZI ovvero "Il cammino della chiarezza"
  • Per un lungo  periodo  della  mia  vita  ho sempre sentito parlare male di Melocchi e della sua  scuola  di  canto,  cattiverie  su cattiverie,  livori;  definito “rovina  voci” o in altri modi,  con parole o frasi costruite ad  arte,  più  o  meno  bene,  idonee  a confondere coloro che come me avevano avuto stima  e fiducia nel grande metodo. Da qualche anno a questa parte, con il regio avallo di Franco Fussi che l’ha studiato con  la serietà e la precisione che gli sono tipiche, c’è stata una inversione di tendenza nei confronti della scuola decretandone limiti, utilità ed importanza. Eppure in epoche non sospette Melocchi e la sua Scuola ebbero tanti seguaci e pochi detrattori.Certamente una tecnica moderna, la sua,  per molti versi all’avanguardia per i tempi in cui era nata , se teniamo presente che Melocchi  raccoglie solo il testimone passatogli dalla scuola napoletana di Enrico Caruso il cui fascino vocale è ancora vivo e vegeto, un humus fertile su cui far germogliare le sue idee  tecniche,  musicali e laringoiatriche, frutto  di  uno  studio  scrupoloso, coscienzioso e severo. Analizzando  storicamente il periodo della formazione di Melocchi a Milano, centro del cosmo lirico, osserviamo come si presentino a noi due sistemi  : uno tecnico e uno fono-laringoiatrico che apparentemente uniti viaggiano equidistanti.  C’è qualche contaminazione ma niente di più. Sicuramente è di Melocchi il merito di aver intrapreso il cammino della chiarezza, della comprensione di un “metodo forte” e più che sperimentato, che vede come protagonista la ragione e il principio del perchè si debbano fare quei vocalizzi e come si debbano eseguire per avere un determinato risultato. Non più un allenamento semicosciente dove si spera che la voce migliori attraverso vocalizzi di qualsiasi ordine a grado ma un percorso chiaro ove Maestro e Allievo partecipano attivamente alla soluzione dei problemi che si presentano lezione per lezione. 

 

Non avendo testimonianze dirette se non poche brevi registrazione di alcune lezioni , ci basterà ricostruirle attraverso alcune lettere a  Mario  Del  Monaco  nei  vari  periodi  della  carriera  fino a  qualche  giorno  prima  della  morte  del  Grande  Maestro, ed inoltre  le dichiarazioni di Marcello Del Monaco.  La cosiddetta tecnica dell’affondo, oggi è praticata e insegnata da tutti coloro che hanno avuto un parente o un conoscente che l’ha frequentata, che ne ha compreso tutto e più di tutti per illuminazione indiretta; su internet fioriscono e si moltiplicano gli entusiasti che la fanno studiare meglio di qualsiasi altro, coloro che l’hanno ricevuta in dono da un dio vivente o l’hanno acquisita per familiarità o discendenza, come una malattia ereditaria e che diversamente da essa si propaga e contagia facendo innumerevoli vittime.

Di chi è la colpa? Sempre di Melocchi e del suo metodo, naturalmente.

Mai dei millantatori.

 

Il CONSERVATORIO

Il giovane Baritono Arturo Melocchi cresce al conservatorio di Milano ove si diploma conseguendo la Licenza e il Magistero di Canto, il 13 Novembre 1907, a 28 anni. La commissione è presieduta dal M° Giuseppe Gallignani1 che fu anche il suo Maestro, cui sarebbe stato legato anche da una serie di terribili eventi, risoltisi, per fortuna di Melocchi , diversamente da quelli del Gallignani.  Gli esami (il diploma del vecchio ordinamento, tutt’ora vigente ha prove identiche a quelli di allora, tranne la prova del “vocalizzo moderno”) si svolsero di mercoledì, contemplando , per le materie principali, le seguenti prove :

  • due arie d’opera per voce di baritono “Sei vendicata assai” dalla Dinorah di Meyerbeer, e quella di Boniface, cuisinier du Monastère “S’il faut s’enfler de gloire” tratta da Le Jongleur de Notre Dame , considerata aria di autore contemporaneo in quanto l’opera era stata data alle scene nel 1902  con Massenet vivente (Massenet muore nel 1912).
  • il sesto vocalizzo di perfezionamento per baritono di Gaetano Nava2, op.24.
  • esecuzione dell’aria “E’ ver ch’io t’ingannai” dal Fra Diavolo di Meyerbeer
  • la lettura a prima vista tratta dal Pier Luigi Farnese di Palumbo
  • domande sulla fisiologia del canto, sull’insegnamento, sui migliori autori antichi e moderni.

 

Già nelle prove per le materie complementari, il giovane Melocchi aveva dato prova di essere preparato e sapientemente erudito, specie in quelle di Pianoforte e Fisiologia dell’ organo vocale.    I voti finali delle prove si potranno visionare nella documentazione allegata.

 

IL DIPLOMA 

Ci è d’obbligo ricordare come gli anni di studio con Gallignani avessero formato anche  l’uomo, la cui serietà, viene messa in seria discussione quando il Ministero manda un'ispezione  al Rossini  di Pesaro (1 maggio 1941) e ne decreta la sospensione a causa di un ipotetico “scarso rendimento”.

Si sapeva bene che tutto questo clamore fosse da ascrivere ai sentimenti antifascisti di Melocchi che come Gallignani è licenziato in tronco  e senza pensione. Melocchi, qualche anno dopo, fu riammesso all’insegnamento ma Gallignani non resistette all’onta di essere accusato di brogli e si suicidò. Purtroppo, con l'avvento del fascismo, molti furono gli uomini che dovettero piegarsi alla violenza, o al carcere, se non peggio. Gallignani, che del fascismo non voleva saperne, fu colpito nella sua moralità. Il ministro della Pubblica Istruzione, lo accusò d'irregolarità amministrative, destituendolo dall'incarico di Direttore del Conservatorio. Fu tale il dolore che il maestro, in una crisi di disperazione, si gettò da una finestra del Conservatorio, trovando la morte (14 dicembre 1923). Stessa sorte toccò, poco prima di Melocchi, a Giulio Fara docente di storia della musica e bibliotecario al Rossini di Pesaro. L’infame pratica di calunniare è tutt’ora in uso nei conservatori di musica e nell’ambiente musicale, per raggiungere facilmente lo scopo di distruggere gli avversari capaci e competenti se non di eliminarli fisicamente del tutto. E dopo l’ingresso della politica è stato anche il turno della magistratura che desidererebbe decidere come si debba fare una lezione di canto.

Chiosiamo questo argomento e continuiamo.

Pubblico di seguito una serie di documenti che mi ha fornito il collega Robleto Merolla, che qui colgo l’occasione per ringraziare sentitamente.

 

 

 

 

IL METODO MELOCCHI NEL MONDO

Dunque era amatissimo Melocchi, seguito da uno stuolo di allievi Che annoverava anche un certo numero di studenti stranieri desiderosi di apprendere questa tecnica di cui si parlava, ormai, in tutto il mondo.

 

Grazie anche al M°Mario Melani e al M° Mario Monachesi (pubblico di seguito una testimonianza del caro amico Raul Iriarte: Caro Maestro Marceno!!! Le escribo en espaniol porque me es mas facil….quiero decirle que me emociono´mucho su pagina web en donde tan detalladamente habla sobre el gran Maestro Melocchi . Quiero que sepa que el verdadero representante de la escuela Melocchi en argentina fue mi maestro Mario Monachesi...asistente de Melocchi en Pesaro, profesor de Mario del Monaco durante un anio ( a pedido del mismisimo Melocchi ) continuador puro de la tecnica del maestro: Monachesi fue como su amado maestro Melocchi , una extraordinaria persona con un amor a la lírica immenso, generoso , polifacetico , compositor e cantante , dedico toda su vida a la ensenianza y al teatro. Una vez me dijo : “Despues de a mi padre a la persona que mas amé fue a mi maestro de canto Arturo Melocchi... para ese entonces Monachesi ( primo de Walter Monachesi ) tenía 84 anios .. estoy hablando del anio 1988..toda su vida seguía pensando en las ensenianzas de su amado Maestro . Formo muchas voces en la Argentina .. yo fui uno de sus  ultimos alumnos y segun sus palabras su discípulo. Durante 6 anios estudie con el metodo duro  el METODO. "Dame una persona de la calle que en poco tiempo le hago una voz" a´si decía y así era . Porque entre sus alumnos había de todo musicos panaderos, obreros  y cualquiera que quisiera seguirlo  y que confiara en el . He visto arreglar muchas voces , abrir muchas gargantas , emparejar registros. De El nos queda el recuerdo imborrable de un MAESTRO  en el verdadero sentido de la palabra , un maestro que tambien nos aconsejaba en la vida y que todo lo hacía con una gran honradez .. siguiendo el ejemplo  como siempre decía de su amado Maestro Melocchi. Estimado Maestro Marceno me gustaria estar en contacto con usted .. y lo felicito por que he escuchado sus grabaciones y realmente canta muy bien ..  y tambien porque creo que los MELOCCHIANOS somos como una gran familia .Un Abraccio. Raúl Gabriel Iriarte) che l’avevano esportata in Argentina e a Mario Del Monaco, vero ambasciatore che ne aveva, pur modificandola per se, precisato i contorni e le linee guida, istintivamente, mantenendo disciplinatamente la tecnica del vocalizzo e utilizzando nelle arie “ una emissione più morbida e fluida ” (La mia vita e miei successi – ed. Rusconi – pag.32) con i risultati artistici che tutti conosciamo e amiamo profondamente. Il consenso per tale tecnica non fu sempre unanime, talvolta fu definita “non priva di durezza” ma tantissime altre “dolcissima e ottima scuola”.

 Più volte ho parlato con Mario Del Monaco, alcune con Mario Melani, Robleto Merolla(che consiglio di ascoltare!!) e Paride Venturi che,  giustamente,  mai  si  sono s bilanciati  nel suggerirmi esercizi o quei famosi  segreti condivisi con il loro Maestro, si sono mostrati affabili, cordiali, amichevoli ma sempre vaghi ed elusivi , tenendo strette nel profondo del loro cuore, tutte le indicazioni e le nozioni apprese nella  grande  esperienza  vissuta  con Melocchi al conservatorio di Pesaro. Del Monaco  ci a veva  messo  otto anni per capire  il metodo del suo Maestro, un’esperienza  perfezionata  nella  pratica  di  palcoscenico ove aleggia “quell’atmosfera che favorisce gli audaci e stronca i pavidi”che ti fa intuire che è meglio  essere  se  stessi  e non  imitare  nessuno  se si è  realmente  appreso  il  DOGMA Melocchiano : affondo della laringe, massima cavità al palato molle con relativo aumento delle frequenze e delle armoniche.

Era questo il sistema ideale per una voce come quella di Mario (così era rivelato anche per Franco Corelli), con quei vocalizzi originali che gli facevano immascherare  ogni suono di tutta la gamma  in estensione  ed in ogni tessitura  affrontata,  da sostenere a gola aperta, rendendo l’emissione  compatta  ed  omogenea  nella timbrica e nel poderoso volume. In questi otto ani di lavoro ed introspezione, Mario Del Monaco scopre che la mezza voce e le dinamiche di piano e pianissimo non lo aiutano, che solo dopo aver cantato le prime opere del  suo  repertorio  drammatico  la  voce   riacquista  nitore,  morbidezza  e  proprio quell’affondo della laringe “che  si  risolve  in  una  ginnastica  potenziatrice  dei muscoli tensori delle corde vocali”.

Oggi, in giro, sul metodo, si trova di tutto, tanti libri e pubblicazioni,  riaffiorano  gli amici di Melocchi, i parenti e cuginastri, ma del vero metodo rimangono,  in  realtà,  pochissime testimonianze obiettive, verità è che il famoso “metodo forte” si è addolcito fino a diventar melassa, filtrato, contaminato ed inevitabilmente  spersonalizzato  da  tutti  coloro  che  lo praticano.

Marcello Del Monaco, allievo diligente di Melocchi, riuscì, però, ad annotare e registrare con rigore  e meticolosità gli esercizi ed un vademecum di cui tratterò nella pagina a lui dedicata, auspicando di essere all’altezza nel cercar di fare chiarezza .

 

FACCIAMO CHIAREZZA

 

Sarà sufficiente andare su un qualsiasi forum di Internet che parli di tecnica dell’affondo per capire che i problemi alla fine sono sempre gli stessi :  

paura per la pericolosità del sistema, visualizzato dai più come metodo estremo

  •   Paura per la pericolosità del sistema, visualizzato dai più come metodo estremo
·         Dichiararsi a favore del Metodo ma poca chiarezza nell'insegnarlo e spiegarlo

·         Millantare conoscenza di argomenti che non si conoscono

·         Proclamarsi a favore di metodi meno pesanti

·      Fare dichiarazioni contrarie ai principi che regolano il sistema

·         Mancanza di cultura e discorsi uno vanvera sulla similarità del metodo Melocchi, ad esempio, ad esempio a quello del Garcia .. etc ..

·     Giudicare limitato un metodo attraverso l’ascolto di cantanti contemporanei che l’hanno praticato…pur sapendo che una o due rondini non fanno primavera 

  • MANCANZA DI UNA VERA E PROPRIA CODIFICAZIONE DEL METODO FATTA CON MELOCCHI IN VITA
  • Il detto che circola ormai frequentemente che”ogni metodo è buono ma non fino in fondo

E potrei ancora Aggiungere una decina di postille. 

Ma mi pare doveroso ricordare che l’unico libro che ne parli più o meno correttamente, facendo un certo sfoggio di bella cultura foniatrica, è quello del collega Delfo Menicucci, pubblicato da Omega Edizioni – Torino – Scuola di Canto lirico e moderno, indagine sulla tecnica di affondo – facendo esclusivamente riferimento alle cose insegnategli dalla preparatissima Signora Rina Del Monaco e ad una serie di esercizi, spiegando le ragioni del loro utilizzo, che solo in parte appartengono alla prassi Melocchiana.

E’ una bella e notevole interpretazione che potrebbe definirsi, per questa serie di passaggi, come un metodo Melocchi – Rina Del Monaco – Menicucci.

 IL METODO - LA TECNICA DELL'AFFONDO

Io credo che Melocchi fosse un serio Maestro di conservatorio che non pensava si potesse definire al suo metodo l’appellativo di metodo di tecnica dell’affondo, egli si rifaceva, sicuramente, al metodo Giraldoni che aveva imparato in Cina da un Maestro russo che aveva conosciuto e praticato il grande Baritono Verdiano al tempo in cui aveva insegnato a S.Pietroburgo. Quello del Melocchi è dunque un sistema ragionato, l’estrapolazione delle idee migliori vigenti in Italia in fatto di tecnica a fine ‘800, idee anche di Gaetano Nava, grande didatta milanese, che aveva insegnato al conservatorio di Milano per 35 anni ( fino al 1872 ) e che disquisisce sull’abbassamento della laringe come  fisiologicamente normale da fare o provocare sempre con la vocale U costantemente ed in ogni caso passando nel registro di testa, di Salvatore e Mathilde Marchesi, allievi del Garcia e di Lamperti, coloro che sanciscono l’importanza della posizione verticale, grandi Maestri “alla moda”creatori di una scuola NUOVA alla quale si formano artisti di fama mondiale.

Il diploma di allegato Melocchi  e non solo diploma di canto ma anche di Magistero, cioè di un titolo Che gli dava il diritto d'insegnare anche canto pianista Perché ottimo e buon baritono brillante, con un po 'di timore di calcare le scene. Che non credo il Maestro Gallignani, fraterno amico di Verdi e di Boito, potesse consigliare al M ° Zanella un docente per Pesaro non all'altezza della Situazione.

Viaggiatore, fine conoscitore di quattro lingue, compreso cinese, Melocchi si sposta da Hong Kong Shangaj, a Pesaro, ereditando una cattedra scomodissima Che era Stata della Grande Edvige Ghibaudo e del bravo Giuseppe Bracci. Viaggiatore, fine conoscitore di quattro lingue, cinese compreso, Melocchi si sposta da Hong Kong a Shangaj, a Pesaro, ereditando una cattedra scomodissima che era stata della grande Edvige Ghibaudo4 e del bravo Giuseppe Bracci. Pesaro e il suo Conservatorio con Melocchi assurgono ai livelli che nessuna istituzione musicale di quel tempo, raggiunge per il canto. In quei primi anni di lavoro ragionato e serio Melocchi raccoglie i primi frutti del suo impegno, ratifica le regole della sua scuola che abbiamo già elencato e inizia ad allargare i suoi orizzonti fino ad avere un grande numero di allievi provenienti da tutto il mondo.L’incontro con Mario del Monaco, più volte raccontato nei minimi dettagli dal grande tenore, ci fanno conoscere un personaggio dotato di grande umanità ma dal carattere ferreo.  

Dunque, è Mario Del Monaco che dopo otto anni di studio con Melocchi, avendone ormai assimilato il metodo, definisce la tecnica acquisita simile a quella di Enrico Caruso che "affondando la laringe e dando la massima cavità all'organo vocale, concentrava la voce rendendola ricca di frequenze "(Pag 110 Romagnolo).

Nasce così, Dallo studio attento e preciso dell'emissione carusiana La definizione di Tecnica dell'affondo ormai passato alla storia nel bene e nel male.

 

 Leggiamo cosa pensa di Melocchi un allievo non allievo, un grande tenore non di parte: Franco Corelli. "(... ..) era un maestro straordinario e, come tecnico, una cima. Da lui C'era molto da apprendere. Era all'insegnamento superiore Adatto a tutti gli altri maestri Perché aveva Più che una risposta esauriente A qualsiasi domanda gli si rivolgesse. Era un pignolo che si dilungava uno spiegare le ragioni per cui era opportuno prendere una nota in un certo modo e quali sarebbero stati i rischi e le conseguenze utilizzando un metodo diverso. Rendeva Appassionante l'apprendimento di una tecnica che è vera, che esiste"(Mario Del Monaco - di Elisabetta Romagnolo - Azzali Editore - pag.35).

 In un’intervista manifesta con chiarezza ciò che che secondo lui era il vero elisir di Melocchi , in altre parole la chiave di volta di ogni buon metodo italiano, cantare con il velo palatino alto implicando un canto a laringe bassa. “Dopo alcuni mesi…racconta… io riguadagnai la mia libertà di  cantare e di eseguire bene le mie note alte”(…) io andai diverse  volte, anche se alcuni mi consigliarono di non fare lezione con  lui perché era una distruttore della voce. Il suo metodo si basava sull’apertura della gola. Quando lei sbadiglia, la gola è aperta (….)
la laringe bassa  permette di avere una voce vibrante, forte, brillante, come acciaio ma tende ad impedire un canto piacevole. Può provocare anche problemi con la mezza-voce e il legato. Però nei teatri di oggi, col diapason di oggi  più alto (louder) che nel passato e le orchestre più brillanti, i cantanti hanno bisogno della potenza e dell’acciaio che vengono dalla laringe bassa per superarle".

 Lezione di Melocchi a Mario Del Monaco

http://youtu.be/5YKP9tjYeh4

Lezione di Melocchi a Gastone Limarilli

http://youtu.be/koQc45Auyl8

LA MIA ESPERIENZA

Io aggiungerei che il canto a laringe bassa si può ottenere, se non ci sono problemi ad eseguirlo in regime normale, in due semplici modi:

  • Abbassando il mento e mollandolo, tenendo sotto controllo l’esclusiva tensione del palato molle e avvicinando i pilastri tonsillari
  • Abbassando la scatola laringea (pressando la punta percepibile con il dito indice) di 2 o 3 mm se è facilmente palpabile e di discrete dimensioni con lo stesso accorgimento di controllare il palato molle (voci gravi maschili e drammatiche)
  • Vocalizzando con una vocale U (pura)
  • Utilizzando le dinamiche di piano o pianissimo: p o ppp  per salire verso i gradi alti della scala con qualsiasi vocalizzo(appoggiando o sostenendo o affondando)

Non c’è molto da dire a meno chè non si debba o si voglia allungare il brodo sui discorsi dell’abbassamento della laringe.

 

LETTERE DEL MAESTRO

 

In quello che ho detto si riassume il sapere del canto, lo scibile del vero canto italiano, posso aggiungere ancora per amore di verità ciò che Melocchi scrive al grande Mario Del Monaco sulla sua tecnica, sui modi di applicarla, lettere e appunti già editi nella meravigliosa e superobiettiva biografia del tenore di Elisabetta Romagnolo, Azzali Editore - 2002, E che qui riporto integralmente:

 

Pesaro, 17.12.1953.

Carissima Signora, grazie infinite PEL vaglia di 50.000 lire e per gli auguri che contraccambio riconoscente. Il primo (il Vaglia), mi servirá poi, per mangiare un panettone alla Loro saluto ed il resto per un fare bene.

Lei, Che fu per qualche lezione mia allieva E che ho sempre stimato, come prima signorina e signora Dopo, sensibilissimo Cuore ed anima molto intelligente, Pigli un bastone con Mario allorché s'accinga uno cantare un 1 / 2 voce con strettissima con gola e laringe in bocca, senza alcuna articolazione della mascella ed uno palato molle basso. Similitudine orribile modo di cantare lo porterebbe alla rovina in tempo breve. La radio mi porto da Firenze la sua Forza del destino e dico la verità sulla bragia Che rimasi fino alla fine dell 'Or muoio tranquillo "e dell' O tu che in seno agli angeli". Amici poi Suoi intimi e grandi sostenitori ed ammiratori provarono la medesima pena a Verona ea Padova. Emetta la 1 / 2 larga voce sempre Che emise in Manon, Otello, Aida e Carmen. L'altra ... è pericolosissima. E Mandi sulla forca Bohéme, Che Richiede voce molto ma molto, naturalmente, più leggera e più elastica. La  scuola mia (laringe bassa), gli Diede la più forte e bella voce del teatro lirico mondiale. Emetta di pari passo la 1 / 2 voce (Quella dell'Otello Soprattutto) e lui Sarà il tenore perfetto. Altrimenti decadenza. D'ora Innanzi non dirò più nulla., Ma era un  mio diritto Difendere mia L'opera ... Fin qui il maestro, più oltre l'amico buono vi stringe al petto e vi augura un mondo di bene. Vostro A. Melocchi (pag 276 del testo).

 

Scrive ancora il Melocchi:

"Al mio rientro a Pesaro da Bologna ... .. mi è Stato consegnata la sua raccomandata datata da Marsiglia (1955) con l'assegno di £ 50,000, rimasi stupefatto e istupidito da tanta generosità ed ancora oggi non saprei Trovare espressioni Adatte per dimostrare la mia riconoscenza. Dirò solo Che Dio vi benedica Entrambi (moglie e marito) ... Dica, cara signora, un Mario che io fui sempre entusiasta della sua voce allorché la emetteva in Fanciulla del West, Otello, Carmen, Chénier, Manon, Tosca, Norma, ecc. ,  E Soprattutto Nelle ultime trasmissioni a causa d'Andrea, tutte opere Adatte al Suo impasto e alle sue corde vocali. Lasci infine quelle Adatte solo uno tenori castrati E che cantano uno stretta gola, laringe alta ed uno palato molle abbassato. Tale genere di voci ora cadono in disuso: non il sillabare, ché la Loro mascella non è mai articolata, non trasmette Né la sillaba Né Il Suono Che assolutamente DEVE proiettarsi verso uno distanza la massa del pubblico. Tutto cammina e tutto si evolve. E dica Percio uno Mario Tenti Che puro, anzi la DEVE Tentare, la mezza voce, ma uno bassa laringe, palato molle alto E che non cada mai Durante la sillabazione, SIA Che gli Intervalli ascendano o discendano. Diamine, ha pure azzeccato la mezza voce vera in Otello, monologo nel Soprattutto dove dice "m'han rapito Miraggio ...". Le altre Emissioni lo condurrebbero alle strettoie ed infine ad una emissione insonnolita e cadente ea mali di gola e laringiti. Applichi l'emissione dei parlatori di classe. Il 7 di dicembre io compirò 76 anni e mai ebbi voce più bella, ricca, forte e chiara ed estesa di oggi. Con la morte Arriva la perfezione, cara signora, io fui entusiasta di Mario nel film "L'uomo dal guanto grigio". Magnifico cantante, aristocratico ed espressivo attore e dicitore Splendido. Se Alcune volte l'ho  bruscamente sgridato ne 'miei scritti, gli E perché così Dove sono andati a finire (omissis) ed ora, a Quanto pare (omissis), e Ciò mi rattrista em'imbestialisce. Non male è assolutamente (Tutt'altro), Che Almeno una volta all'anno un cantante intelligente passi Otto o Dieci giorni con il Suo maestro ...; i maestri di canto4 di oggi fanno quasi tutti schifo, principalmente Quelli dei Conservatori; cinesi ed intanto ci vediamo inglesi,, Giapponesi, Tedeschi, Russi nonchè americani buttarsi sul Mercato italiano con ottime voci, Loro quasi tutti possedendo Idiomi anticanori Che correggono mercé la fisiologia ...

A. Melocchi. Pe-saro, 3 di sera, 10-55. (pagg.328, 329 del testo).

 

Dopo mesi a causa, nel dicembre 1955, Melocchi Riceve un altro vaglia di £ 50,000 dal Suo prediletto Mario e nel ricambiare gli auguri di Natale, Appena dimesso da un ospedale bolognese, scriveva:

"Carissimo Mario, ... come Le ho già scritto l'udii nel concerto alla Radio e ne fui entusiasmato. Seppi poi a Bologna da un mio allievo Che Venne a trovarmi E che l'udi nel Lohengrin alla Scala Che Lei fu grande lirica in puro racconto. Lei ha creato un eroe wagneriano, e come un racconto s'addiceva l'emissione de 'Suoi Suoni e la sua mezza voce. Furono troppo abituati in Italia a piagnistei, strette gole e di Cantori da Barbiere e da Elisir d'amore, bene epperciò l'pronuncia della sua articolazione e il bene non e parole strascicare nota. M'intende Lei certamente. Io non sto punto bene. Lavoro per vivere ma soffro. Che Credo ci avviciniamo alla fine. Avvenga Ciò che Dio vuole ... "(1955-12, pag. 406 del testo).

 

Infatti, Melocchi si spegneva a Pesaro, già provato nel fisico, il 25 ottobre 1960, confortato dai pochi allievi rimasti.

 

 

1Nacque uno Faenza nel 1851. Era un valente musicista. Una volta presa la licenza di direttore d'orchestra, Girò tutta Europa, studiando per perfezionarsi. Ebbe la direzione, dal 1884 al 1891, della Cappella del Duomo di Milano. Il suo Valore di musicista Lo Porto uno vincere il concorso di Direttore del Conservatorio di Parma, dove rimase dal '91 al '97. Nella città emiliana, Gallignani comprese Che un vasto ceto era disponibile per questa forma d'arte e fu il promotore della Società dei Concerti del Conservatorio. Era il migliore dei modi per diffondere la musica, per stimolare i giovani allo studio, per cui conoscere nuovi talenti. Però nel frattempo non trascurava la sua attività d'autore.

Gallignani era nato per la musica, per l'organizzazione d'Istituti musicali, per la Diffusione ed il Miglioramento della musica medesima, ma non per la politica. Purtroppo, con l'avvento del fascismo, MOLTI Furono gli uomini Che dovettero piegarsi alla violenza, o al carcere, se non peggio. Gallignani, Che del fascismo non Voleva saperne, fu colpito Nella sua Moralita. Il ministro della Pubblica Istruzione, lo accusò d'irregolarità Amministrative, destituendolo dall'incarico di Direttore del Conservatorio.

Il racconto Fu dolore Che il maestro, in una crisi di disperazione, si getto da una finestra del Conservatorio, trovando la morte (14 dicembre 1923). Compose le seguenti opere: Il sindaco Cavaliere, opera buffa in 3 atti (Milano 1870), Il Grillo del Focolare (Gallignani), opera semiseria in 3 atti (1873 Genova), Atala (Emilio Praga), dramma lirico in 3 atti (1876 Milano) Nestorio (Gallignani e Fulvio Fulgonio), dramma lirico 4 atti (1888 Milano), Lucia di Settefonti (Corrado Ricci), leggenda sacra (1897), In alto (Gallignani), azione lirica in 4 episodi  (Trieste 1921)

2Il Nava Considerato era, non a caso, un grande didatta per tutte le voci ma sopra tutto per baritono in Quanto Il suo allievo G. Santley lo Aveva Reso popolare in tutto il mondo. Aveva insegnato al Conservatorio di Milano per circa 30 anni.

 3Ed ecco la questione che, secondo il mio parere, colloca Gaetano Nava  più in alto di tanti altri , in sostanza, non solo una grande intuizione ma una certezza espressa, in modo chiaro e comprensibile, sul meccanismo laringeo, anticipata di un certo numero di anni rispetto alla vera e propria tecnica dell’affondo…”la laringe innalzandosi gradatamente nell’emissione di un dato numero di suoni verso l’acuto, spinge la glottide ad aprirsi in ultimo quasi all’istmo della gola…tuttavia sulle note più alte riesce di poco volume, atteso l’estremo raccorciamento del tubo vocale e quindi non essendo conveniente di spingere l’innalzamento della laringe oltre la  prima ottava, verrà invece a collocarsi convenientemente in basso, per cui le fauci potendo liberamente distendersi, si aumenta la dimensione del tubo vocale con chè  può modularsi agevolmente un dato numero di suoni acuti. Il suono così modificato, comunque più o meno scuro, acquista uno straordinario volume ed è assai vantaggioso all’accento drammatico, mentre ogni contrario sforzo, oltre a produrre dei suoni dei suoni strillanti e disgustosi, trarrebbe senza dubbio a rovina la voce ed anche la salute”. In parole povere, meglio si fa funzionare il muscolo addetto al passaggio e cioè il cricoaritenoideo  (quello che abbassa la laringe) con più facilità canteremo a gola aperta e, inizialmente senza eccessivo sforzo. Poi avverte il principiante di non trascurare nel giornaliero gli esercizi sui suoni chiusi e di …non prendere la cattiva abitudine di alterare il suono delle vocali sulle note re, mi e fa , etc., col pronunziarle troppo strette tra i denti, credendo con tal mezzo di facilitare l’emissione del timbro chiuso , che anzi procurerà rigorosamente di superare ogni difficoltà che gli si presentasse fin da principio. A tale scopo gli gioverà moltissimo il seguente esercizio ripetuto nella giornata e alternato in due maniere, cioè col solfeggio e col vocalizzo.

4 Ecco cosa scriveva Marcello Del Monaco in un suo appunto per un libro, a proposito dei maestri di canto: In una problematica già così abbastanza complicata dobbiamo inserire poi il discorso metodologico e tecnico, cioè della scelta del metodo che si deve operare. Discorso quanto mai aleatorio visto il numero stragrande di insegnanti che insegnano can­to con più o meno fortuna, con più o meno clientela e con gli intendimenti didattici itra i più svariati. E’ un panorama  di  pedagoghi  veramente   con­turbante  quello che   si  presenta al  giovane   apprendista cantante, il quale  veramente non ha che  l'imbarazzo della scelta; ma un imbarazzo, dobbiamo sottolinearlo , veramente   grande  e  pieno     di sottintesi  che alla fine   diventano  realtà tragiche e  mortali. Si  discuterà in  altra sede il valore di alcune metodologie e tecniche di base; in questo luogo  ci  basterà suggerire al giovane, che vuol correre quest’alea, un criterio di  scelta  che  se non ha basi  scientifiche  avrà per lo meno  il  vantaggio  di  essere  assai  pratico e  sbrigativo: scelga quel maestro di  canto  che ha al suo attivo il maggior numero di allievi (per allievo  si  intende  quello  che  è stato esclusivamente  creato tecnicamente solo da quel maestro)  in  carriera, una carriera di un certo  livello. E  come   si  fa a saperlo, si chiederà il giovane  studente? Semplice : si interroga direttamente il maestro pre-scelto; questo, se   onesto, non potrà attribuirsi dei meriti  non suoi. Del  resto per spingere  più a fondo l'indagine  non c'è che  da controllare le notizie avute direttamente  con le persone indicate. In questo modo, ritengo , si  compirebbe  anche un'opera di moralizzazione e di  smentita in quell’ambiente, a nostro giudizio, decisamente inquinato.Poiché i furti e le appropriazioni indebite in questo giro misterioso delle  scuole di canto sono più numerosi ancora   dei sequestri di persona che in questo  periodo  funestano il territorio nazionale. Siamo dell'opinione  che  in un campo delicato come  questo, dove  sulla sorte, sulle  illusioni e sul futuro di un giovane, non bastano le  chiacchiere  e  la capacità di convinzione  di un abile ed eloquente  pedagogo; ci vogliono  fatti suffragati da prove serie. Per i maestri  di canto vale  ancora di più. e  più    profondamente  il detto  comune: la  bontà  (del maestro, dicia­mo noi)  si giudica dal  prodotto.

 

 

 ARTURO MELOCCHI : JUDGMENTS AND PREJUDICES

Or “The Road to Clarity”

For a long period of my life I had heard people talking bad about Melocchi and his vocal school, spite after spite, envy, hatred; called “destroyer of voices” or in other ways with words or phrases skillfully designed with ill wit more or less meant to distrust those like me who had respect and trust in the great method. Since a couple of years in that respect, with the royal endorsement of Franko Fussi who had studied the method with the typical for him deep and serious insightfulness, a reverse tendency has began in addressing the school revealing its true limits, usefulness and importance. Even in times not suspected Melocchi and his school had a lot of followers and not many opponents. Of course, his technique was a modern one, in many ways, an avant-garde for the times in which it was born if we keep in mind that Melocchi collects only the testimony that was past to him from the Napoletanian school of Enrico Caruso, whose vocal charm is still live and present, a fertile soil upon which to plant technical, musical and laryngoatric ideas, a result of a scrupulous, conscious and severe studies. Analyzing the historical period of the formation of Melocchi in Milan, a center of the operatic cosmos we can observe how two systems are revealed to us: one technical and the other fono-laryngoatric which apparently connected to each other also developed in a parallel manner at the same time… There is some contamination but not a lot. Certainly, Melochhi should be credited with the effort to undertake the road to clarity, of the understanding of some “strong method” and the more he had experimented, the more he discovered the reasons and the principles why and in what way certain vocal exercises had to be done in order to achieve a specific result. Not anymore some kind of a semiconscious training with a hope of improving the voice through vocal exercises of any order or degree but a clear route in which both Maestro and Student actively participate in the solutions of the problems that are presented during every lesson.

We not having direct testimony, except for one short recording of a lesson, but it could be enough to reconstruct the system following some letters to Mario Del Monaco in different periods of his career up to a couple of days before the death of the Great Maestro and the declarations of Marcello Del Monaco. The so called technique of “Affondo” (depth/sinking/lowering) nowadays is practiced and taught by all who had a relative or an acquaintance who in their turn had studied it, who had understood it all and better than anybody through an indirect enlightenment; on the internet flourish and multiply enthusiasts who claim that they teach it better than anybody else, those who had received it as a gift form a living god or have inherited it through the closeness of friendship or direct inheritance, just like a hereditary disease and that for a difference from the latter is spreading and contaminating creating an indefinite number of victims.

Who bears the guilt? Naturally it is always Melocchi and his method. Never the boasters.

 

THE CONSRVATOIRE

 

The young Baritone Arturo Melocchi grows in the conservatoire of Milano where he graduates, obtaining a License and a Masters in Singing on the November 13th 1907 at the age of 28. The commission is presided by M Giuseppe Galliani (1) who was also Melocchi’s teacher and was as well linked to a series of terrible events which had a good outcome for Melocchi but not for Gallignani. The exams (the diploma of the old order still in force, had requirements identical to the ones today, one of which being the examination on “a modern vocalize” ) took place on Wednesday consisting with compliance with the requirements for the principle subjects the following exams:

Two operatic arias for the voice of a baritone “Sei vendicata assai” from Dinorah by Meyerbeer and the one from Boniface, a Monastery Cook “S’il faut s’enfler de gloire” taken from Le Jongleur de Notre Dame, considered an aria form a contemporary autor as musch as the opera was presented on the stage in 1902 while Massenet was still alive (Massenet died in 1912).

The 6th vocalise for baritone by Gaetano Nava, op.24

Performance of the aria “E ver ch’io t’ingannai” from Fra Diavolo by Meyerbeer

A sightseeing reading taken form pier Luigi Farnese di Palumbo

Questions on the physiology of singing, on the teaching, on the best antique and modern authors.

 

The young Melocchi had already demonstrated to be a prepared and knowledgeable scholar in the complimentary exams, especially in the ones on pianoforte and Physiology of the vocal organ. The final grades from the exams can be seen in the documentation that is provided.

 

THE DIPLOMA

 

It is imperative to remember that the years of studying with Gallignani had formed a man, whose seriousness was put into discussion only by Umberto Giordano after the famous inspection when on the 1st of May in 1941 was ordered the suspension because of the hypothetic “Poor performance”. Who knows if the composer of Chenier ever tried to guess why the choice for a return at La Scala in March 1949 of the poet “revolutionaire” was predestined for Mario Del Monaco, the best and greatest of the students of Melocchi.

It was well known that the cause for all this clamoring were the antifascist feelings of Melocchi who like Gallignani was put in shackles. Melocchi, a couple of years later on was reintroduced to teach but Gallignani could not resist the insult of being accused of fraud and committed a suicide. Unfortunately with the advance of the fascism many were forced to subdue in the face of the violence or accept prison if not worse. Gallignani who did not want to know anything of the fascism was stricken by his own morality. The Ministry of Public Education accused him of administrative irregularities, removing him form the post of Director of the Conservatoire. Such was the pain that the maestro in a crisis of desperation threw himself from a balcony of the Conservatoire finding his death (December 14th 1923). The same destiny, struck a little bit before Melocchi, Giulio Fara an associate professor in music history and a librarian at the Rossini in Pesaro. In order to achieve easily the goal of destroying the opponents, the people that are capable and competent, the infamous practice of slandering is still in use today and may even go as far as to entirely eliminate them physically. And after the intrusion of the politics came also the turn of the magistrates who desired to decide how a lesson in singing had to be conducted.

 

Let’s close this argument and continue on.

 

I publish here a serious of documents that had been provided to me by my colleague Robleto Merolla to whom I use the occasion to thank with great sentiments.

 

 

 

THE MELOCCHI METHOD IN THE WORLD

 

Melocchi in reality was beloved and followed by a bunch of students that included also a number of foreign students who desired to learn that technique about which it was talked all over the world.

 

Thanks also to M° Mario Melani and M° Mario Monachesi (I publish here a testimony of a dear friend of mine Raul Iriarte: Dear Maestro Marceno!!! I write to you in Spanish because it is easier for me…..I want to tell you that I was very much moved because of your web page where so much in details you talk about the great Maestro Melocchi. I want you to know that the true representative of the Melocchi school in Argentina was my maestro Mario Monachesi ….assistant of Melocchi in Pesaro, professor of Mario del Monaco for a whole year (at the request of the same Melocchi) a true continuator of the technique of the maestro: Monachesi was just like his beloved maestro Melocchi an extraordinary person with a great love for the opera, generous, multifaceted, composer, singer, dedicating all his life to teaching and the theater. One time he told me : “after my father the person I had loved most of all was my maestro in singing Arturo Melocchi….at that time Monachesi (before Walter Monachesi) was 84 years old….I am talking about 1988, … all his life he followed the teachings of his beloved Maestro. He cultivated many voices in Argentina… I was one of his last graduates and follow his advice and wisdom. During the 6 years I studied with him the strong method the METHOD. “Give me a person from the street and in a short time I will give him/her a voice” this is how he talked and how he did. Because among his graduates he had musicians, bakers, workers and people who would listen to and trust him. I saw him put in order many voices, open many throats, even out registers. For us remains the everlasting memory of a MAESTRO in the real meaning of the word, a maestro who also advised us in life and did everything with great integrity….following always as he said the example of his beloved Maestro Melocchi. Dear Maestro Marceno, I would like to stay in touch with you … I salute you for what I heard on your recordings you indeed sing very well …. and also because I think that we the MELOCCHIANS are like a big family. An embrace. Raúl Gabriel Iriarte) who had exported it in Argentina and a Mario Del Monaco the true ambassador who although had modified it for himself specified the contours and the guidelines, instinctively maintaining with discipline the technique of the vocalizes and the use in the arias “a softer and more fluid emission” (La mia vita e I miei successi - ed. Rusconi - page 32) with the artistic results that we all know and profoundly love. The consensus over such a technique was not always unanimous, sometimes defined as “not without its hardness” but many times as well as “soft and excellent school”.

 

I have often spoken with Mario Del Monaco, some with Mario Melani, Robleto Merolla (who I advise you to listen to !!) and Paride Venturi, who of course, never lost balance in proposing me exercises or those famous secrets that they shared with their maestro, they showed themselves as kind, friendly, cordial but at the same time vague and elusive keeping tight in the depth of their heart all the indications and notions learnt during the great personal experience they had with Melocchi in the conservatoire in Pesaro. It took Del Monaco eight years to understand the method of his Maestro, an experience perfected in the practice on the stage where exists “that atmosphere that favors the brave and kills the shy” that makes you understand that it is better to be yourself and to not imitate anyone if you have in reality well learnt the Melocchian DOGMA: depth/lowering of the larynx, maximum cavity of the soft palate with a relative augmentation of the frequencies and the harmonics.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

This was the ideal system for a voice like the one of Mario (this is how it was also revealed to Franco Corelli), with those original vocalizes that made them keep in the mask every sound of the scale over the whole extension/diapason and in any tessitura confronted, to maintain the throat open, making the emission compact and homogeneous in the rich of colour powerful volume. In those eight years of work and introspection, Mario Del Monaco discovers that the mezza voce and the dynamics of piano and pianissimo do not help him and only after he had sang the first operas of his dramatic repertoire the voice gains cleanness, softness and exactly that lowering of the larynx “that results in a powerful gymnastics for the muscles acting as the tensors of the vocal chords”. Today, in circulation about this method you can find everything, many published books and articles, that glorify the friends of Melocchi and relatives and cousins but of the true method remain in reality very little objective testimony, the truth is that the famous “strong method” has been “sweetened” to the extent of becoming a molasses, filtrated, contaminated and inevitably personalized by all that practice it. Marcello del Monaco, an assiduous student of Melocchi, managed however to note and record with rigor and meticulousness the exercises and a vandemecum which I am going to address in the page dedicated for him, hoping to be at a level high enough to provide clarity.

 

LET’S CLARIFY

 

It is going to be enough to go to any internet forum that talks about the technique of “affondo” to understand that in the end the problems are always the same:

 

Fear from the system to be too dangerous presented by most as an extreme method

Declaring yourself in favour of the Method but having little clarity in teaching it or explaining it

Boasting knowledge about arguments that you don’t know

Claiming oneself in favour of methods that are lighter

Making declarations controversial for the principles that regulate the system

Lack of culture and the conversations in which some talk about similarity between the Melocchi method and for example the Garcia method etc.

A partial evaluation of the method based on the listening of contemporary singers that have practiced it … knowing, however, that one or two swallows do not make springtime

LACK OF TRUE AND CORRECT CODIFICATION OF THE METHOD MADE WITH MELOCCHI IN LIVE

The saying that circulates quite often that “every method is a good one, however, not in its depth (entirety)

 

And I could also add a dozen of quotations.

 

But I feel the obligation to point out that the only book that talks more or less in a correct manner, using a great deal of the good foniatric culture is the book by my colleague Delfo Menichucci published by Omega Edizioni - Torino - Scuola di Canto lirico e moderno, indagine sulla tecnica di affondo - giving an exclusive overview of the things taught by Signora Rina Del Monaco and a series of exercises explaining the reasons behind their use that only in part belong to the practice of the Melocchi tradition.

The book is good and notable interpretation, that can be defined as a series of passing of a method as Melocchi-Rina Del Monaco-Menicucci.

 

THE METHOD - THE TECHNIQUE OF AFFONDO

 

I believe that Melocchi was a serious Maestro who would not consider that to his method of teaching could be added the nick name “tecnica dell’affondo”, he most probably would refer to his as the method of Giraldoni which he had learned in China from a Russian Maestro that he met while being there and who in his turn had learned it by the great Verdian Baritone at the times when he had taught the method in S. Petersburg. Therefore, Melocchi’s method is a well thought method, an emanation of the best ideas present in Italy concerning technique in the end of the 800, ideas that also Gaetano Nava the great Milanese teacher taught in the conservatoire of Milan for 35 years (until 1872) and that he discusses the lowering of the larynx as a physiologically normal to do and provoked with the vocal U constantly and always when passing in the head register, ideas of Salvatore and Mathilde Marchesi, students of Garcia and Lamperti who sanctified the importance of the vertical position, great Maestri “in vogue” creators of a NEW school in which were formed artists of world fame.

 

The diploma of the alleged Melocchi is not only a diploma in singing but also a Masters, in other words a title that was granting him the right to teach singing being an excellent baritone with a little bit fear of getting up on the stage. I do not think, that Maestro Gallignani, a fraternal friend of Verdi and Boito, would have recommended to M° Zanella in Pesaro a professor that was not at the height of the requirements for the position.

 

A traveler, a fine connoisseur of four languages including Chinese, Melocchi transfers form Hong Kong to Shangaj to Pesaro inheriting a faculty that was not very comfortable that was founded by the great Edvige Ghibaudo and the bravo Giuseppe Bracci. Pesaro and its Conservatoire, with Melocchi present, acquired a level that no other institution at that time had reached when it comes to singing. In those first years of work reasonable and serious Melocchi collects the first fruits of his work, ratifies the rules of his school that we already listed and begins to expand his horizons to the point of having a great number of students from all over the world. The meeting with Mario Del Monaco, many times told to me by the great tenor to the tiniest detail, allow to know about a person donated with a great humanity but of an iron character.

Therefore, it was Mario Del Monaco who after eight years of studying with Melocchi, having by that time fully assimilated the method, defines the technique that was acquired as similar to the one of Enrico Caruso i.e. “lowering the larynx and giving the maximum cavity of the vocal organ, concentrate the voice making it full of frequencies.“ (page 110 Romagnolo). So was the birth of the attentive and precise studying of the carusian emission, the definition of the “Technique of affondo” from thereon passed in the history for good and bad.

 

Let’s read what thinks of Melocchi one student and yet not a student, a great tenor of no comparison: Franco Corelli. “(…) he was an extraordinary Maestro and in terms of technique - a peak. There was a lot to learn from him. In the teaching process he was superior to all other maestros, because he had more than one single exhaustive answer to any question one would ask. He would fuss into great detail in the explanations of the reasons of why it was better to do a certain note in a certain way and what would be the risks associated and consequences if a different method was used. He was giving a passionate teaching of a technique that is a true one, that exists” (Mario Del Monaco - de Elisabettta Romagnolo - Azzali Editore - pag. 35).

 

In an interview it is manifested with clarity that what according to him was the true elixir of Melocchi, in other words the keystone to every good Italian method, to sing with the soft palate high maintaining/implicating a singing with a larynx at a low position.“ After a few months ….he tells ….I repossessed my liberty of singing and the ability to execute well my high notes”(…) I would go several different times, although, some would advise me not to have lessons with him because he was a destroyer of the voice . His method was based on the opening of the throat. When you yawn, the throat is open (…) the larynx is low and this allows for one to have a vibrant voice, strong, brilliant like a steel but tends to prevent a likable singing. It can provoke also problems with the mezza-voce and the legato. But in the theaters of today, with the diapasone of today higher (louder) than in the past and the orchestras more brilliant/penetrating, singers need the power and the steel that both come from the lowering of the larynx in order to surpass them (the orchestras)”.

MY EXPERIENCE

I have concluded that the singing with a lowered larynx could be achieved in case there are no problems that prevent it from practicing it in a normal regime in two simple ways:

Lowering the jaw and relaxing it, keeping under control the exclusive tension of the soft palate and approaching the tonsillar pillars

Lowering the laryngeal box (pressing it on the pointed part with the index finger) in 2-3 mm if is easy to touch it and of certain size keeping the same consideration of controlling the soft palate (for low male voices and for dramatic voices)

Vocalizing with the vocal U (pure)

Using the dynamics of piano and pianissimo : p o pp for going upward on the scale with any kind of vocalize (supporting, maintaining or deepening/lowering/sinking)

 

There is not much to say except if otherwise there is the necessity or the desire to expand the broth of the arguments over the lowering of the larynx.

 

 

LETTERS FROM THE MAESTRO

 

In what I have already said is collected the quintessence of singing, the knowledge of the true Italian singing and for the sake of the truth I could add more or what Melocchi writes to the great Mario Del Monaco about his technique, about the ways to apply it, letters and notes already edited in the extraordinary super objective biography of the tenor by Elizabetta Romagnolo, Azzali Editore - 2002, and which I here quote in their entirety:

 

Pesaro, 17.12.1953

Dear Signorina, endless gratitude for the money order of 50,000 lire and for the greetings that I accept and send mine, in my turn. The first (the money order) is going to serve me after all to eat a panettone in honor of your health and the rest for my wellbeing.

You, who was my student for a couple of lessons and who I have always admired, first as a signorina and later on as signora, with a sensible heart and very intelligent soul, raise a stick to Mario when he starts to sing with half of his voice with the tightest throat and larynx up in the mouth, with no articulation of the jaw and with a low soft palate. Such a terrible or any similar way of singing is going to take him in short time to a total destruction. The radio brought to me from Florence his Forza del Destino and I am telling the truth in that he sang that way till the end of “Or muoio tranquillo” e dell “ O tu che in seno agli angeli”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Friends and some of his close and big supporters experienced the same pain in Verona and in Padova. He emitted half broad throat and the same again in Manon, Otello, Aida and Carmen. Other than that…… it is very dangerous. And sent to the gallows Boheme that requires a voice that is very, very natural, more light and flexible. My school (low larynx), gave him the most powerful and beautiful voice in the opera theater of the world. If he emits at least half of that voice (especially in Otello) and he will be the perfect tenor. Otherwise decadence. From now on I am not going to say anything else,. But it was my right to defend what I had created….Up to here I was the maestro, further I am the good friend who presses you to his chest and wishes you a world of good. Yours A. Melocchi (pag. 276 of the text).

 

 

Melocchi writes as well:

 

When I returned form Bologna to Pesaro …. … was given to me his letter sent from Marsiglia (1955) with the assigned 50 000 lire, I remained stupefied of such generosity and even now I would not be able to find an expression adequate to demonstrate my gratitude. I would say only let God bless you both of you (wife and husband) …. Tell him, dear signora, a Mario that I have always been enthusiastic about his voice, especially when he emitted it in Fanciulla del West, Otello, Carmen, Chenier, Manon, Tosca, Norma etc., and most of all in the last transmissions of Andrea, all these operas that are adequate for his dough (vocal material) and vocal cords. Let him leave the operas that are suitable only for tenor-castrates and that sing with a tight throat, high larynx and soft palate very low. Such types of voices today are dropped from use: not to say that their jaw never articulates and transmit neither the syllable nor the sound that absolutely must be projected at a distance towards the audience. And Mario tries and HAS to try the mezza voce but always with a low larynx and soft palate high that never falls during the articulation no matter whether the intervals are ascending or descending. Tell him as well that he did right the mezza voce in Otello, in the monologue most of all where he says “m’han rapito Mirraggio….”. Other ways of emission would lead him to tightness and an emission that would not let him sleep, is false cause pain in the throat and laryngitis. Let him apply the emission of the speakers that have class. On the 7th of December I am going to be 76 years old and had never had a voice that is richer, stronger and clearer than what I have today. With the death comes the perfection, dear signora, I was enthusiastic about Mario in the film “ L’uomo dal guanto grigio”. Magnificent singer, aristocratic and expressive actor and a splendid speaker. If in my writings, I had sometimes abruptly scolded him, it is because I know where had finished (omit) and now it seems (omit) and this makes me sad and angry. It is not at all absolutely wrong (by the way) that at least once a year an intelligent singer to spend eight or ten days with his maestro …..;almost all the teachers of singing of today are bad, most of all the ones from the Conservatories; and in the mean time we see how the English, Chinese, Japanese, Germans, Russians not to mention the Americans are putting themselves in the Italian market with excellent voices, they almost all come from languages that are anti-singing but they correct that through the physiology…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A. Melocchi. Pesaro, 3 p.m. 10-55. (pages 328, 329 of the text).

 

After having set forth the discourse, in December 1955, Melocchi receives another money order of 50 000 lire from his beloved Mario and in exchanging the Christmas greetings hardly dismissed from a Bolognese hospital he writes:

“Dearest Mario …. As I had already wrote I heard the concert on the radio and was thrilled. Then I learned from another one of my students in Bologna who came to visit me and that had listened to you in Lohengrin at the Scala and that you were in simple words great. You had created a Wagnerian hero and your emission, sound and mezza voce fits it very well. In Italy people were very much used to wailing, tight throats and to cantors of the type of the Barbiere and Elisir d’amore, while the pronunciation of your articulation is good and the words do not drag the notes. You certainly understand what I mean. I am not feeling very well. Working helps me to live I suffer, too. I believe I am coming close to the end. Whatever God wants is coming…” (1955-12, pag. 406 of the text)

 

Indeed, Melocchi, died in Pesaro, already physically exhausted on the 25th of October, 1960, surrounded by a few of his remaining students.

 

 

1) Born as Faenza in 1851. He was a valuable musician. After he obtained the license of a director of an orchestra, he traveled all over Europe studying to further perfect his abilities. He directed the Capella of the Duomo in Milano from 1884 till 1891. His value as a musician helped him win the competition for the position of a director of the Conservatoire of Parma where he remained from 91 till 97. In that Emilian-province city, Gallignani understood that there was a vast audience for that art form and became a promoter of the Society of the Conservatoire Concerts. That was the best way to defend the music to stimulate the young people to its study and to reveal new talents. In the mean time he did not abandon his work as a composer.

Gallignani was born for the music, for the organization of the musical institutes, for the popularization and improvement of the music itself but not for politics. Unfortunately, with the advancement of the fascism MANY were put in a situation to bow and accept the violence or if not go to jail. Gallignani, who did not want to recognize the fascism was stricken by his own Morality. The Ministry of Public Education accused him of administrative irregularities and released him from the position of Conservatoire Director.

The story is that the pain was so unbearable for the Maestro that in a crisis of desperation he died by throwing himself out of a window of the Conservatoire on the 14 of December 1923. He composed the following works: Il sindaco cavaliere, an opera-buffa in 3 acts (Milano 1870), Il Grillo del Focolare (Gallignani), opera semiseria in 3 acts (1873 Genoa), Atala (Emilio Praga), a lyric drama in 3 acts (1876 Milano), Nestorio (Gallignani and Fulvio Folgonio) a lyric drama in 4 acts (1888 Milano), Lucia di Setefonti (Corrado Ricci) a sacred legend (1897) In alto (Gallignani) a lyric action in episodes (Trieste 1921).

 

2)Nava was considered not by accident a great pedagogue for all types of voices but most of all for the baritone, because his student G. Santley had made him popular all over the world. He had taught in the Conservatoire of Milano for about 30 years.

 

3) And here is the point that according to my opinion, places Gaetano Nava in a higher position as a vocal teacher than many others, in reality not only by intuition but with a certainty expressed clearly and in a comprehensible manner on the action of laryngeal mechanism that had preceded with quite a few years the true and proper technique of affondo…”the larynx gradually raising up during the emission of a certain number of sounds in the advancement towards the high notes, presses the glottis to open in the end almost in the isthmus of the throat…as a result the highest of the notes are less in volume, there is a extreme shortening of the vocal tube and therefore no convenience in pushing the raising of the larynx beyond the first octave, while it would be better if it (the larynx) was positioned conveniently lower, which would cause the jaws to relax/stretch, the dimension/size of the vocal tube is increased which helps to modulate easily and in a smooth way a certain number of high sounds. The sound modified in that way, however, more or less dark, acquires and extraordinary volume and is quite suitable for a dramatic effect, while any different/contrary effort other than producing sounds that are yelling and disgusting would without any doubt destroy the voice and the health”. In short, better will function the muscle responsible for the passagio, that is the cricoaritenoid (the one that lowers the larynx), it would be easier to sing with an open throat and without any excessive effort. After that he warns the beginner not to ignore the daily exercise of the closed sounds and not to….take on the bad habit of changing the sound on the notes re, mi, fa, etc, by pronouncing them too tight behind the teeth, believing that in this way he (the student) would facilitate the emission of the closed timbre which would also rigorously help to surpass any difficulties that might appear from the very beginning. In that way the student would experience the greatest use and pleasure of every following exercise repeated every day and executed in two different ways I.e. with a solfeggio and a vocalize.

 

4) Marcello Del Monaco wrote in one of his books in relation to the discussion about vocal pedagogues: In a problematic that have already been made so complex we should also include a discourse dealing with methodology and technique i.e. of the choice of the method that needs to be used. A discourse that is quite dubious having in mind the vast number of people teaching singing with more or less success with more or less clientele and with didactic knowledge very different from one another. A panorama of pedagogues really disturbing for the young singing student who in fact is spoiled by a such a choice; but a spoiling we have to underline really great and entirely full of insinuations that in the end become a reality tragic and sometimes with a mortal outcome. In another occasion will be discussed the value of some basic methodologies and techniques; here it is enough to suggest to the young student who would like to pursue this path a criteria for a choice which if does not have a scientific basis would have the advantage of being at least quite practical and capable of providing a quick assumption: choose that singing teacher that has in his list the greatest number of students in career (by students is meant the ones that have been created technically exclusively and only by the same maestro) and a career of a certain level. And how would you be able to tell, would ask the young student? Very simple: ask directly the maestro that had been chosen; that one, if honest would not be able to claim merits that are not his. To find out more, all that is necessary is to know the news coming directly from the persons that had been indicated. In this way, I am sure, would be accomplished an act of moralization and rejection in this environment, which according to me is decisively polluted. After all the theft and embezzlement in that mysterious circle of the schools of singing are becoming more in number and the misleading of people that in this period are invading the national territory. We believe that in a delicate field as this, where the destiny, future and the dreams of a young person are not enough the gossiping and the capacity of a an eloquent and skillful pedagogue; there have to be facts that are supported by a serious testimony.

For the vocal maestros what is even more valid is the simple saying: the ability of the maestro is judged by the product.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Recent Videos